Ci si accorge del problema quando le verifiche confermano che tutto è conforme, ma i problemi operativi continuano a emergere senza un punto chiaro di origine.
Il sistema era progettato con processi di certificazione e validazione tecnica formalmente definiti, a garanzia della qualità e della correttezza delle soluzioni adottate.
Nella pratica, le stesse persone responsabili dello sviluppo e della gestione tecnica svolgevano anche il ruolo di certificatori, validando il proprio operato in assenza di un contraddittorio effettivo.
Questa sovrapposizione era tollerata per semplificare il processo decisionale e ridurre i tempi, assumendo che la competenza tecnica fosse sufficiente a garantire l’adeguatezza delle scelte.
Col tempo, la validazione è diventata un atto formale privo di attrito, mentre i problemi reali venivano intercettati solo a valle, durante l’operatività quotidiana.
Al tavolo di confronto era presente esclusivamente il responsabile degli utenti, con ruolo di coordinamento, ma senza esposizione diretta alle anomalie operative ricorrenti.
Il sistema è risultato formalmente certificato, ma privo di una verifica indipendente basata sull’uso reale.
Il problema non era la competenza tecnica.
Era l’assenza di separazione tra chi costruisce e chi valida.
Wolf
Interventi su sistemi complessi
